“PEACE IN ART”, Fonterutoli
10 Apr 2025 - Evento
Evento “PEACE IN ART”
Castello di Fonterutoli dei Marchesi Mazzei, Siena, 10 aprile 2025
Nel quadro di cooperazione tra l’associazione degli ex-eurodeputati (EP_FMA) e quella degli ex parlamentari canadesi (CAFP) è stata predisposta per quest’ultima una visita speciale a Roma, Firenze, Siena dal 1 al 13 aprile 2025.
Molti gli incontri, conferenze e seminari che hanno visto impegnate le due delegazioni, presiedute rispettivamente dall’On Monica Baldi e l’On Leo Duguay.
Il clou del viaggio in Italia è stato l’evento “PEACE IN ART”, organizzato da Ars Pace nello storico Castello di Fonterutoli, tenutosi giovedì 10 aprile alle 16, grazie all’ospitalità dei Marchesi Mazzei, nel luogo dove furono stipulati diversi accordi di pace tra le potenti diocesi di Siena, Fiesole e Arezzo, e dove si pose fine all’annosa disputa tra Firenze e Siena sui confini dei territori del Chianti.
È stato possibile vivere un momento speciale ricco di cultura, pace, emozioni e bellezza con la performance della pittrice Elisabetta Rogai che ha realizzato un quadro con la sua esclusiva tecnica EnoArte@ utilizzando il vino della tenuta, mentre veniva assaggiato, in una magica immersione tra vigneti che custodiscono il sapere secolare della tradizione enologica.
Completavano il quadro le note musicali eseguite al flauto da Andrea Ceccomori, Segretario di Ars Pace.
I sedici membri della delegazione canadese sono stati accolti cordialmente dal Marchese Francesco Mazzei e da Ars Pace rappresentata dal Presidente On Enrique Barón Crespo, Vicepresidente On Monica Baldi e Tesoriere Alessandro Vinattieri.
L’arte come strumento di Pace è alla base della Diplomazia: il soft power che consente di instaurare un dialogo basato su relazioni internazionali durature. In questo momento storico particolare si stanno verificando molte trasformazioni con nuove dinamiche commerciali con proposte di imporre dazi che penalizzano i nostri prodotti, specie del settore agroalimentare, portando a gravi conseguenze per le eccellenze della nostra filiera produttiva di alta qualità. Ciò può portare a pesanti conflitti, al contrario dei mercati aperti, come quello canadese, che invece generano pace.